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Troppo spesso al bar durante il lavoro? Puoi essere licenziato.

È di questi giorni la notizia del licenziamento di una dipendente di una società che gestisce i servizi di mobilità in Comune a Venezia, sorpresa al bar più volte durante l’orario di lavoro, con pause anche di venti minuti, invece di effettuare i dovuti controlli volti a sanzionare le soste irregolari nelle zone delimitate dalle strisce blu.

La dipendente ha anche commesso un’ulteriore irregolarità, apponendo un orario errato su una sanzione da lei effettuata: nell’orario indicato, infatti, la donna era invece “impegnata” in una della pause caffè. In questo modo avrebbe voluto “coprire lo stato di non lavoro”.

La società ha quindi licenziato la dipendente, poiché il suo comportamento è risultato non compatibile con i doveri del lavoratore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della donna, che si è giustificata dichiarando di essere affetta da una patologia che richiede frequenti pause.

Quando è consentita la pausa caffè?

Ogni lavoratore ha diritto, per legge, ad una pausa minima di 10 minuti superate le 6 ore lavorative giornaliere, per poter recuperare le energie e l’attenzione. Alcune categorie necessitano di pause più lunghe.

Quando invece la pausa non è autorizzata, è ripetuta e supera notevolmente i tempi prestabiliti, incidendo negativamente sulla prestazione lavorativa, il rapporto di fiducia tra dipendente e datore di lavoro viene compromesso, e si può procedere quindi con il licenziamento.

In molti casi viene affidato alle agenzie investigative il compito di verificare la condotta del dipendente sul luogo di lavoro. Spesso, durante le attività di investigazione, è possibile appurare comportamenti scorretti, come la falsa attestazione dell’orario di lavoro: alcuni dipendenti hanno l’abitudine di timbrare l’ingresso ad un orario e poi uscire subito dopo per andare in palestra; altri dichiarano l’ingresso ad un orario specifico ma in realtà, a seguito di attività investigativa, è stato possibile verificare che veniva dichiarato il falso, come da evidenze foto e video dell’investigatore privato.
Questi comportamenti infedeli possono essere oggetto di controlli difensivi da parte delle agenzie investigative.

Se sospetti di un tuo dipendente, contattaci.
Siamo al tuo fianco nella ricerca della verità.

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Fonte laleggepertutti.it
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