Sotterfugi degli amanti al tempo del coronavirus

Riportiamo un articolo de ilgazzettino.it che ci ha fatto riflettere su quanto le persone siano disposte a rischiare, in questi giorni, pur di avere delle relazioni extraconiugali.

«A causa dell’emergenza coronavirus, sto vivendo a casa di mia madre con mio marito e i nostri figli piccoli, ma anche con suo fratello e sua moglie. Sembrava una buona idea, il modo migliore per condividere, le faccende domestiche e la cura dei bambini, pur lavorando da casa, a tempo pieno. Ma la situazione è diventata scomoda per me perché, lo confesso, sono estremamente attratta da mio cognato. Speravo che questo sentimento si attenuasse, ma con la vicinanza quotidiana è peggiorato e nelle ultime tre settimane mi sono convinta che sia reciproco, e che anche lui desideri me. Io e mio marito raramente facciamo sesso, a causa della sua mancanza di interesse, crollato dopo la nascita del nostro secondo figlio, quindi sono frustrata e temo che qualcosa accadrà, o che altri in casa possano sentire l’atmosfera di attrazione che si è creata tra me e mio cognato. Come posso fermare questa sensazione?».

La domanda piomba sui social e scatena risposte a volte ironiche ma la maggior parte delle volte i commenti sono di critica e dura condanna. La lettera, con richiesta di aiuto, arriva dagli Stati Uniti ed è stata pubblicata dal quotidiano Guardian. Con tanto di risposta dello psicologo alla signora. «In circostanze normali, la tensione erotica aumenta quando vi è un ostacolo ad agire su di essa. Ma questa è una sfida in più, perché corteggiare nel rischio è un comportamento frequente in questo periodo di isolamento. Molti finiscono per essere inconsciamente attratti da un pericolo che in qualche modo si può controllare. La signora lo riconosca e fissi dei limiti. Faccia del suo meglio per non essere mai sola in una stanza con suo cognato. Smetta di fantasticare su di lui. Lavori per migliorare la relazione con suo marito cercando di risvegliare la vostra vita sessuale. Si concentri sui figli, stabilendo la routine, esercitando, calmando la mente e mantenendo la sua famiglia al sicuro».

Certo, questa storia è un caso limite, sicuramente opposta a quanto accade nella vita della maggioranza di uomini e donne costrette a stare lontano dai loro amanti. L’emergenza di queste settimane, in cui le coppie che vivono rapporti ormai logori sono costrette a sopportarsi o fingere h24 sotto lo stesso tetto (e nello stesso letto), di problemi psicologici ne procura infiniti. E basta ripensare alla cronaca degli ultimi giorni per avere la prova di quanto la difficoltà a trattenere i propri istinti e sentimenti sia a volte incontenibile. E quando non si resiste, e tentando la “fuga” amorosa si viene fermati dalle forze dell’ordine, le scuse inventate sono le più fantasiose, e le situazioni più incredibili. Come quella del quarantenne di Cuneo, che ha sfidato la sorte valicando il confine provinciale all’alba con l’obiettivo di andare a trovare l’amante a Torino. Pensando di non essere notato di mattina presto. Invece è stato pizzicato dai poliziotti con i quali ha protestato, invitandoli a fermare “gli spacciatori” (peraltro non in giro per la strada in quel momento). Poi, messo alle strette, ha deciso di dire tutta la verità: «Sono venuto qui per consumare un rapporto sessuale con un’amica». E ha fornito anche l’indirizzo preciso dell’amante. La sua sincerità non è bastata ovviamente a evitargli una multa da 533 euro.

La quarantena mette a dura prova gli amanti, reclusi da settimane, sempre più in sofferenza perché non intravedono la luce: non c’è una data certa in cui potranno rivedere l’oggetto della loro passione. In Gran Bretagna un trentenne ha raccontato alla moglie di dover partire per un viaggio di lavoro mentre in realtà progettava un romantico viaggio in Italia insieme all’amante. Ma una volta in giro per la Penisola, è stato contagiato e quando è tornato a casa ha iniziato a mostrare tutti i sintomi del coronavirus, non rivelando però alla moglie di esserselo beccato in Italia. Si è rivolto alla sanità pubblica, confessando ai medici il vero motivo per il quale si trovava in Italia, pregandoli di mantenere il segreto perché «mia moglie non conosce la verità».

Può succedere di peggio, quando un padre, pur di incontrare l’amante (che era positiva) finisce per contagiare il figlio 13enne. Questo terribile episodio, di tradimento misto a irresponsabilità, è accaduto a Rovigo, in Veneto. «Si è trattato – spiega il direttore generale dell’Ulss della città veneta – di un caso positivo per il quale il Servizio igiene ha mappato i contatti, ma non sono state date tutte le informazioni: una parte dei contatti che la persona aveva avuto non erano stati infatti riferiti. Il completamento della mappa l’abbiamo avuto raccogliendo informazioni sulla famiglia del ragazzino che ci hanno permesso di metterle assieme con quelle che avevamo già e di capire che qualcuno non si è comportato in modo responsabile, dimenticando o omettendo, altri contatti che aveva avuto». E chissà come l’anonimo padre di famiglia avrà spiegato la verità dei fatti alla consorte.

«Convivenza forzata e isolamento vogliono dire anche non avere più alcun rapporto con le amanti – spiega l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace – Io in un primo momento ho pensato che tutti questi runner che si vedevano in giro non andassero realmente a correre, ma che quella fosse solo una scusa per vedere “l’altra”. Poi hanno limitato le corsette vicino casa e quindi addio a incontri clandestini, ma almeno rimaneva il telefono. Ora che è anche più complicato uscire e quindi fare telefonare in totale privacy, cominceranno le vere discussioni. Sarà un problema serio per molte coppie». Perché le parole espresse anche attraverso telefonate e messaggi clandestini, magari effettuati in bagno, in garage o con la scusa di andare a buttare l’immondizia, non si traducono in questo momento in fatti concreti. Insomma, il rapporto con l’amante, una sorta di assistente sessuale, è in crisi.

Ma capita anche di questo, come qualche giorno fa vicino Roma. «Sto seguendo mio marito per beccarlo con l’amante». Questa la giustificazione addotta da una donna di 60 anni, che si stava spostando, ancora in pigiama, quando è stata fermata dalla polizia. La donna, residente ad Aprilia (Latina), aveva visto il marito uscire di casa e, sospettando che si stesse per incontrare con l’amante, ha deciso di seguirlo per ottenere una prova fotografica dell’infedeltà. Senza neanche vestirsi, la donna si è precipitata fuori dalla propria abitazione, convinta che il marito si stesse recando ad Anzio. Una volta fermata dalla polizia, sulla via Nettunense, la donna ha provato a giustificarsi adducendo la sospetta infedeltà. La motivazione, però, non ha convinto gli agenti, che non hanno ravvisato la necessità: la 60enne è stata denunciata e costretta a tornare a casa.

Mentre, tra sporadici tentativi di evasione, le passioni clandestine sembrano andare tristemente in quarantena, e la maggioranza degli intrallazzi sono temporaneamente sospesi, c’è comunque chi non resiste al distacco fisico e a suo rischio e pericolo sfida la sorte anche adesso in tempi di Coronavirus. Sono “i recidivi” nottetempo delle relazioni clandestine. Lo rivela il presidente di Federpol, che anticipa: «D’altronde quando c’è una opportunità, se c’è una relazione, non c’è Covid 19 che tenga». Lo sanno bene alcune categorie di lavoratori, «al momento agevolate dal decreto, per la libertà d’azione a loro concessa: alcuni sono eroi per quello che stanno facendo per il Paese, ma anche loro tradiscono. Abbiamo avuto un caso – svela – di una coppia clandestina che si è incontrata all’interno di un’autoambulanza». Ma anche di notte al cimitero. «Con i localizzatori satellitari abbiamo scovato il marito di una nostra cliente incontrare l’amante nei pressi di un cimitero. E’ uscito mentre la moglie dormiva profondamente perché ubriaca».

Ma quali sono le condizioni preferite per incontrarsi anche sotto decreto Conte? Passeggiata con il cane? Corsetta? «Adesso tutti devono portarsi la dichiarazione – risponde il presidente di Federpol – C’è piuttosto la farmacia notturna e poi le quattro ruote, ma sono attività ad alto rischio. Alla moglie che scusa dai?». Il supermercato? «Folle. Devono stare a distanza. C’è poco flusso ed è facilissimo essere ‘sgamati’. Dai nell’occhio se parli. Scena da film romantico ma non credo che avvenga, di solito le relazioni clandestine sono fisiche, non platoniche». Per gli amanti restano i social. ‘Once’, app leader nello ‘slow dating’ con oltre 1,2 milioni di utenti in Italia (720mila uomini, 480mila donne), ha registrato un aumento delle attività quotidiane del 40% dall’emanazione del Dpcm ‘io resto a casa’, un 10% in più rispetto a quanto rilevato nella settimana del 24 febbraio dopo la chiusura di uffici, scuole locali, quando le connessioni erano già aumentate del 30%”.

Ma attenzione, soprattutto agli innamorati clandestini platonici oltre che fisici «perchè – ammoniscono gli 007 – spesso esagerano in profusioni epistolari sui social: a chattare dalla toilette e con whatsapp è alto il rischio di essere beccati. Molti usano telegram che ha la chat segreta con l’autodistruzione dei messaggi in default e che non consente al coniuge di controllare se sei collegato quando vai in bagno». Sancita dunque la fine delle coppie clandestine? «Solo se scoperte. Altrimenti riprenderanno. Imperturbabili ed imperterrite. Il desiderio sarà ancora maggiore. Sarà la coppia legittima ed incrinata a scoppiare. Non le nascite ad aumentare». Concorda Marco Meliti, celebre avvocato matrimonialista e presidente dell’Associazione italiana “Diritto e Psicologia della Famiglia”: «E’ più probabile che gli amanti si ritrovino poi più appassionatamente di prima e che i matrimoni saltino dopo la quarantena».

Fiori bianchi a regolarizzare gli irregolari? «Non è affatto scontato. Più probabile una stabile convivenza, almeno per i primi anni. Non vi è dubbio che questi giorni di isolamento rappresentino una deadline per molte coppie di amanti. La sofferenza per il forzato distacco, infatti, può ingenerare quel coraggio necessario, una volta finita l’emergenza, per dare corpo all’abusata promessa di lasciare il coniuge, così da suggellare finalmente la nuova vita amorosa». E nel caso contrario? «Se nemmeno questo distacco forzato e prolungato avrà sortito i suoi effetti, allora è probabile che la speranza dell’amante di una vita comune sia destinata a naufragare per sempre”. E tutto potrebbe finire o “restare come prima – conclude – in quel difficile equilibrio in cui matrimonio ed amanti si sorreggono a vicenda».

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