Smart working e diritto alla disconnessione

In questo periodo di emergenza sanitaria, l’introduzione dello Smart working ha agevolato moltissime aziende, permettendo loro di non interrompere le proprie attività lavorative, consentendo ai dipendenti di svolgere la loro mansione da remoto.

Solitamente lo Smart working è disciplinato da policy sulle modalità di controllo a distanza, e molto spesso il datore di lavoro richiede delle indagini investigative per verificare che tali policy vengano rispettate, e che non vengano messi in atto episodi di infedeltà aziendale (concorrenza sleale, falsa malattia, furto dati o altro) data la maggiore autonomia di cui gode il dipendente in questo regime lavorativo.

Autonomia che però va, appunto, regolamentata anche a tutela del lavoratore.

In uno studio di Randstad Workmonitor è emerso che il 71% dei lavoratori italiani risponde alle telefonate, alle mail ed in generale ai messaggi di lavoro anche al di fuori dell’orario pattuito. Questo può portare a delle conseguenze dal punto di vista fisico e psicologico (ad esempio la sindrome da burnout), come confermato nel report dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (ILO) del 2017.

Per questa ragione è importante parlare di diritto alla disconnessione nei casi di lavoro agile.

All’articolo 36 comma 2 la Costituzione dichiara che la durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge, ed è quindi molto importante tenere in considerazione questo nello Smart working.

Il lavorato ha il diritto di essere irreperibile nelle fasce orarie che non vengono concordate come lavorative.
Nella legge 81 del 2017 viene regolato il lavoro agile e le sue tutele, e nell’articolo 19  si afferma che il contratto lavorativo deve contenere “delle misure tecniche e organizzative necessarie per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche del lavoro”.

I tempi di disconnessione vengono decisi in sede contrattuale tra il lavoratore e il datore di lavoro. Ciò comporta quindi che il lavoratore è sicuramente libero di disconnettersi prima e dopo i tempi pattuiti, ma ha l’obbligo di garantire la prestazione lavorativa quando quei tempi sono in corso. I dubbi sulla buona condotta del dipendente possono essere dipanati dal datore di lavoro, come detto precedentemente, affidandosi ad una agenzia investigativa autorizzata a dimostrare eventuali illeciti in atto.

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fonte: lospiegone.com

 

 

 

 

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