Sarah Scazzi: non è andata così. Fu un incidente.

Parla Aldo Tarricone, investigatore privato a cui Claudio Scazzi, fratello di Sarah, affidò l’incarico di indagare sugli aspetti poco chiari della vicenda.
L’investigatore Aldo Tarricone, dopo le indagini sul caso Sarah Scazzi, ha raccolto l’esito delle sue indagini nel libro La fine dei giochi – ipotesi di un delitto scaricabile cliccando qui.

Nel libro emerge una verità diversa da quella che noi conosciamo, e che in questi giorni è salita nuovamente agli onori della cronaca, per l’amaro decimo anniversario della morte della ragazzina e per i libri e serie tv di recente uscita.

Quando Claudio Scazzi, fratello di Sarah, mi ha affidato l’incarico di indagare su degli aspetti ancora poco chiari, relativi all’omicidio della sorella, mi sono subito reso conto che la ricostruzione dei fatti era incompleta: c’era un non detto che parlava più di quello che leggevo negli atti.

Il lavoro effettuato da procura e avvocati è stato eccellente, ma il silenzio e l’omertà di molti hanno reso questo caso inconcluso fino ad oggi, nonostante la conferma delle condanne all’ergastolo per Sabrina e la madre Cosima.

Ci sono eventi, dettagli, prove, che acquisiscono significati diversi in base agli occhi di chi li osserva. Ogni individuo ha la propria educazione, il proprio bagaglio culturale, i propri schemi prestabiliti. Ecco perché esistono verità che per alcuni sono da escludere, mentre per altri sono determinanti, lampanti.
La morte di Sarah non ha riguardato solo la sua famiglia, il suo paese, ma tutta Italia, tutto il mondo: anche il web ha avuto la sua parte, con messaggi apparsi in rete e subito dopo svaniti, e che hanno portato importanti elementi alle mie indagini.

È stato un caso mediatico senza precedenti, in cui era fondamentale dare un volto ad un colpevole, prima ancora di capire le reali motivazioni di ciò che era accaduto. È su quelle motivazioni che ho concentrato le mie ricerche.

Tutto sembrava svolgersi tra Vico 2° Verdi e Via Grazia Deledda, ad Avetrana, uno spazio ridotto, circoscritto, ma anche in un piccolo paese esistono abitudini e luoghi di incontro di cui nessuno parla e di cui tutti, però, sono a conoscenza. Perché proprio lì dove apparentemente non avviene  nulla, dove sembra che la noia regni sovrana, la mente crea meccanismi di svago che, spesso, sfidano la moralità o la legge.

Grazie al mio mestiere e alla mia esperienza di ormai più di 40 anni, ho letto tra le righe di ciò che sembrava ovvio – perché niente lo è – e mi sono guadagnato la fiducia di molti cittadini del posto, raccogliendo prove di una verità alternativa a quella che noi tutti, oggi, conosciamo, e che dà una luce completamente inedita alla vicenda.” (Aldo Tarricone – investigatore privato)

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