Puglia: oltre 4mila le persone scomparse dal 1974

Dal 1974 ad oggi sono 4.080 solo in Puglia. Svaniti nel nulla. Invisibili. È come se qualcuno avesse deciso di cancellare un intero paese. Di loro, non c’è più traccia. Sono scomparsi in modo talmente misterioso da non lasciare indizi. Non esiste il ritrovamento di un cadavere o di uno scheletro che possa, con ragionevole certezza, scrivere la parola fine e consentire l’archiviazione del fascicolo. Chiudere i conti con il dolore non è possibile. Perché non sapere ciò che è realmente successo impedisce l’elaborazione del lutto e apre le porte della speranza su qualcosa che non esiste, accompagnando le famiglie in una specie di limbo infinito. In Basilicata, invece, il conto si ferma a 288. Ma ci sono anche storie dove il cadavere c’è. Non si riesce però ad identificare, a sapere di chi sia. Cinquantanove quelli conservati nelle celle frigorifere in Puglia, tre in Basilicata.
Perché si decide di sparire?

La maggior parte degli allontanamenti dei maggiorenni sono volontari. Nel 74,4 per cento, secondo le statistiche, vengono ritrovati. La casistica sulle motivazioni è infinita. Negli ultimi tempi si assiste ad una correlazione tra crisi economica, degrado sociale, disagi psicologi e la voglia di voltare pagina. Nel caso degli anziani molto spesso si ha a che fare con malati di Alzheimer o affetti da malattie neurodegenerative. Poi ci sono le motivazioni inspiegabili e personali.

Non abbiamo più notizie di 1.003 bambini scomparsi, il 70 per cento dei quali sono stranieri, come emerge dalla relazione del Commissario straordinario che si occupa del fenomeno.
Il «cold case» più datato è quello di Mauro Romano, 6 anni al momento della scomparsa, il 21 giugno 1977. Svanito nel nulla a Racale, in un’afosa giornata d’estate, dopo aver giocato con alcuni amici nei pressi di un deposito di rifiuti. Una ferita mai cicatrizzata, caratterizzata da omertà e silenzi emersi durante le indagini, tra false rivelazioni e piste diventate un tunnel senza uscita.

I bambini degli anni Settanta erano più ingenui, più innocenti, avevano una percezione diversa del male e del bene. E il male – come diceva lo psicoanalista James Hillman – è attratto dall’innocenza.
Le prime 24 ore, per rintracciare una persona, sono cruciali. Le ipotesi sulle sparizioni dei bambini sono tutte verosimili e formano una brochure dell’orrore: violenza sessuale, rete di pedofili, prostituzione minorile, traffico di organi, sette sataniche, rapimenti su commissione per adozioni illegali.

La Puglia è da alcuni anno stabilmente al quinto posto se si prendono in considerazioni i dati a livello nazionale. In Italia c’è un esercito di fantasmi che non si trova più. Scomparsi ma non dimenticati.

L’età critica è quella tra i 14 e i 17 anni. l minorenni. C’è molta fragilità psicologica. A volte, basta un rimprovero, una lite per decidere di scappare. Occhio agli adescamenti online, in aumento, pericolosi perché i ragazzi di oggi comunicano poco con le famiglie.

Per quanto riguarda la denuncia di scomparsa, invece, non è necessario che a presentarla sia per forza il madre o la madre. Lo può fare chiunque.

La nostra agenzia investigativa si occupa anche del rintraccio di persone scomparse.

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