L’impatto del revenge porn sul lavoro

In un interessante approfondimento pubblicato sul sito studiocataldi.it, si torna a parlare di revenge porn e delle sue conseguenze in ambito lavorativo.

Quanto le condotte extralavorative possono incidere sul vincolo fiduciario?

Recentemente ha fatto molto discutere la vicenda di una maestra d’asilo, lincenziata perché il fidanzato aveva diffuso dei contenuti espliciti che la riguardavano.
Analizziamo la vicenda da un punto di vista legale: l’art. 2119 c.c. considera giusta causa di licenziamento quella “causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto“. Una motivazione grave, tale da pregiudicare irrimediabilmente il rapporto fiduciario tra datore e dipendente. Questo non riguarda solo un inadempimento degli obblighi contrattuali, ma anche condotte extralavorative ugualmente idonee a ledere il rapporto di fiducia (Cass. n. 26679/2017).

I giudici di legittimità, quindi, sottolineano quanto sia importante per il lavoratore attenersi ai criteri specificati nell’art. 2104 c.c. per ciò che riguarda la prestazione lavorativa, e di condurre una vita extralavorativa che non sia lesiva degli interessi morali e materiali del datore di lavoro, ed in particolare, che non arrechi pregiudizio agli scopi aziendali o essere contraria alle norme dell’etica e del comune vivere civile.

Ma ciò non deve tramutarsi in un giudizio astratto sulla moralità del lavoratore. Non tutte le condotte sono infatti rilevanti ai fini disciplinari, ma solo quelli che, nella loro gravità, possono incidere in maniera significativa sulla prestazione lavorativa; in altre parole quelle condotte incompatibili con la permanenza del dipendente all’interno dell’azienda.
Sicuramente è importante, nei casi in cui ci sia il sospetto che queste condotte siano state messe in atto dal lavoratore, che il datore di lavoro proceda, tramite agenzia investigativa autorizzata, con delle indagini investigative, per produrre prove utili ai fini del licenziamento o di un accordo stragiudiziale.

L’apprezzamento della sussistenza della giusta causa di licenziamento verrà poi riservato al giudice di merito, che valuterà tutti gli elementi raccolti, la gravità dei fatti, le circostanze in cui sono avvenuti etc.

Il metro di giudizio sulla gravità potrà essere diverso per un lavoratore nel settore pubblico, rispetto a quello riservato ad un lavoratore del settore privato (Sentenza n. 776/2015).

L’intervento normativo sul revenge porn è arrivato solo dopo il caso di Tiziana Cantone, la donna che si è suicidata dopo la diffusione di materiale esplicito che la riguardava, senza la sua volontà. Una delle principali novità introdotte dal c.d. Codice Rosso (L. 19 luglio n. 69/2019), ossia il delitto di diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti.

In sintesi, se si è vittima di revenge porn, le valutazioni in merito alle conseguenze sul proprio posto di lavoro devono essere effettuate con la massima attenzione, perché si toccano scenari ben più vasti e complessi, che non riguardano più le condotte derivanti da scelte personali, ma atti di violenza e ritorsione messi in atto da terzi, a discapito della vittima.

Se ti trovi in una situazione di questo tipo, contattaci.
Siamo al tuo fianco nella ricerca della verità.
Tel. 0805020101
Numero verde: 800689849

Oppure chiedi una consulenza cliccando qui.

Condividi

Dì la tua

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi