Infedeltà e autoregolazione

 

È davvero facile “guardare e non toccare”? Dai recenti dati sull’infedeltà coniugale sembrerebbe di no, visto che sempre più persone cedono alla tentazione e intraprendono una relazione extraconiugale, che può portare spesso alla fine del matrimonio.

Gli investigatori privati sono chiamati quotidianamente ad intervenire con attività di pedinamento e di monitoraggio del coniuge fedifrago, sia perché vi sono dei dubbi da confermare o smentire, sia perché vi è la certezza che possa avere una relazione adulterina in atto, ed il coniuge tradito ha necessità delle prove legali del tradimento, per la tutela dei propri diritti in sede di giudizio. Pensiamo ad esempio ad una richiesta di addebito in separazione.

Inoltre gli investigatori privati svolgono delle attività di web intelligence, OSINT e SOCMINT, per raccogliere elementi utili a dimostrare il tradimento anche dalle pubblicazioni online che riguardano il traditore.

L’infedele ha una scarsa capacità di autoregolazione, ed agisce senza tenere conto delle gravi conseguenze che può causare sia a se stesso che al partner, oltre che all’intera famiglia, che subisce le ripercussioni della crisi di coppia (pensiamo ai figli, ai genitori etc.).

Secondo alcuni studiosi evitare di immaginare alternative al proprio partner riduce la tentazione e, di conseguenza, la probabilità di essere infedele (Maner, Gailliot, & Miller, 2009).

Ma è davvero così semplice ignorare una persona che riteniamo particolarmente attraente?

Sicuramente chi apprezza la bellezza ed il piacere difficilmente potrà tirarsi indietro da una conoscenza con una persona attraente ed interessante anche dal punto di vista mentale e culturale.

Gli studiosi Kenrick, Li e Butner (2003) hanno sottolineato il valore adattativo del mantenimento di lunghe relazioni quali il matrimonio, con lo scopo di garantire la sopravvivenza della prole, portando i partner a sviluppare dei bias, come ignorare i partner alternativi per tutelare la relazione primaria.

Molte ricerche confermano che le persone sono meno attente agli altri quando vivono una relazione soddisfacente (Birnbaum et al., 2019; Maner et al., 2009). McNulty e colleghi (2018) hanno condotto due studi su coppie sposate da poco, dimostrando che il prestare meno attenzione ad altre persone ritenute comunque attraenti diminuiva la probabilità che i partner provassero il desiderio di avere rapporti sessuali con qualcuno che non fosse il loro coniuge.

L’attenzione che si presta agli altri dovrebbe aumentare il rischio di infedeltà solo quando le persone non hanno la capacità di autoregolazione, ovvero la capacità di resistere agli istinti. Tale capacità è determinata sia da fattori disposizionali che situazionali. Ad esempio può anche essere momentaneamente compromessa in un momento in cui uno dei due partner è particolarmente stressato.

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Fonte: stateofmind.it

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