Cosa succede se dopo la separazione il coniuge tradito vuole gestire i figli da solo?

Nelle separazioni giudiziali, nei casi di tradimento, l’addebito è a carico del coniuge traditore, con tutto le responsabilità che ne conseguono. Per dimostrare l’addebito, spesso il coniuge tradito si rivolge agli investigatori privati, per ottenere le prove dell’infedeltà in atto.

Ma come ci si può organizzare per la gestione dei figli, dal momento che nella maggior parte dei casi il coniuge tradito pretende di occuparsene da solo?

Il rancore, la delusione, la rabbia, non sempre portano a giuste scelte o considerazioni. Allontanare i figli dal coniuge traditore può solo far loro del male. Parlare male di chi ha tradito, prenderlo come esempio di ciò che è sbagliato, negativo, inaffidabile, crea nei bambini confusione e sofferenza.
Ma come si esprime la giurisprudenza in merito?

Una recente sentenza del Tribunale di Torino ha stabilito che non sempre il coniuge tradito, a cui sono stati affidati i figli, è in grado di provvedere a loro con lucidità, garantendo un rapporto con l’altro coniuge, che seppure sia venuto meno agli obblighi di fedeltà, magari è un ottimo genitore. Intervengono quindi i servizi sociali del Comune, poiché secondo il Giudice è un modo utile per evitare l’alienazione tra i figli ed il genitore che ha causato la separazione. Secondo la Sentenza è da evitare la «genitorialità espulsiva e distruttiva» del coniuge tradito, perché può avere gravi conseguenze sui figli.

Infedeltà coniugale ed indagini pre-matrimoniali

Fonte: laleggepertutti.it

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