Con quali prove si può ottenere la separazione per tradimento?

La legge elenca le prove tipiche del processo civile: le testimonianze, i documenti e la confessione. Ma se ci dovessimo limitare a tale elenco, sarebbe difficile dimostrare l’adulterio. Si tratta infatti di un comportamento compiuto in segreto, al riparo da occhi indiscreti, del quale non viene lasciato nulla di scritto e che quasi mai viene confessato.

C’è però una zona grigia nella quale si inseriscono una serie di elementi: gli indizi (un colletto di camicia sporco di rossetto, la prenotazione di una stanza d’hotel), le chat e gli sms, le email, le fotografie di un detective privato.

Dall’infedeltà scaturiscono due conseguenze nell’ambito dell’eventuale causa tra coniugi:

  • la perdita del diritto all’assegno di mantenimento;
  • la perdita del diritto all’eredità del coniuge.

Così, un coniuge che non vuole versare gli alimenti all’altro o non vuole lasciargli in eredità il proprio patrimonio, può scampare a entrambe le conseguenze dimostrandone l’adulterio.

La perdita del diritto all’eredità del coniuge scatta comunque – e a prescindere dall’adulterio – con il divorzio. La possibilità quindi che l’ex coniuge succeda all’altro è limitata solo nell’ambito del periodo di separazione e sempre che, appunto, non vi sia stato un tradimento.

Quando il giudice accerta che il matrimonio è finito a causa di un tradimento, dichiara il cosiddetto addebito, ossia addossa la responsabilità per la fine dell’unione in capo al coniuge fedifrago. Dall’addebito derivano appunto la perdita del diritto al mantenimento e alla successione ereditaria.

Quali sono le prove da portare al giudice nella causa di separazione per tradimento?

Ci sono innanzitutto i documenti scritti e firmati dal coniuge fedifrago: una lettera d’amore all’amante o un’ammissione di tradimento firmata e lasciata al coniuge sulla scrivania, ecc.

Si tratta di ipotesi piuttosto infrequenti.

Ci sono poi le testimonianze di terzi oculari che abbiano visto un atto di tradimento. Non basta il semplice appuntamento o un bacio sulla guancia. Anche in questo caso, quindi, la possibilità che un estraneo possa assistere direttamente a un’infedeltà è piuttosto remota.

Quanto invece a chat, sms, email e messaggi WhatsApp, per quanto la legge non elenchi tali file come prove, la giurisprudenza ha ormai sdoganato il loro ingresso anche nel processo civile. Per acquisire valenza di prova non devono essere “contestati” dalla controparte, ossia quest’ultima non deve insinuare nel giudice il dubbio che tali scritti siano manipolati o non conformi al reale.

Il problema, anche in questo caso, è che l’acquisizione di prove ottenute violando le norme sulla privacy è illegittima.

Foto e filmati (legalmente ottenuti) sono la soluzione migliore perché possono documentare il tradimento, risalendo esattamente all’epoca in cui lo stesso è stato effettuato. A questo riguardo, ci sono agenzie investigative esperte in tali forme di indagini.

Si può oltretutto chiamare a testimoniare l’investigatore privato affinché dichiari al giudice ciò che ha visto con i propri occhi.

Se sospetti del tuo partner, contattaci: 0805020101 – Numero verde: 800689849
Siamo al tuo fianco nella ricerca della verità.

 

(Fonte: www.laleggepertutti.it)

 

 

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