Web reputation contro il cyberbullismo

In Italia tre adolescenti su dieci sono vittime di bullismo e l’8,5% è preda dei cyberbulli.

Dati recenti dell’Osservatorio nazionale adolescenza che monitora le problematiche degli adolescenti italiani. A destare preoccupazione è l’abbassamento progressivo dell’età dei minori coinvolti. Giovani, quindi, sempre più vittime del web, senza il controllo dei genitori ma soprattutto privi di norme di condotta a cui adeguarsi quando si è sui social network. Di questi temi se ne è parlato molto, ricordiamo ad esempio il convegno dal titolo “Cyberbullismo e web reputation: regole di comportamento sociale e strumenti di prevezione”, organizzato nella sede del Consiglio di Stato e che ha acceso l’attenzione sulla necessità di una diffusione della cultura dell’importanza del dato personale sul web.
Quello della consapevolezza è senz’altro un tema prioritario sul quale in Italia si stanno facendo passi importanti, come dimostra il recente studio Global Advisor di Ipsos, condotto in 28 Paesi e che rileva come la consapevolezza del cyberbullismo nel nostro Paese è passata dal 57% del 2011 al 91% del 2017. Nella galassia del cyberbullismo vittime e carnefici sono sempre più giovani. Ne è dimostrazione il fatto che il 4% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni e il 5% dagli 11 ai 13 anni dichiara di aver filmato o fotografato un coetaneo mentre che qualcuno gli faceva del male, senza intervenire, pur di immortalare il momento e renderlo poi virale.
Consapevolezza che, tuttavia, non si traduce in denuncia della volenza subita, visto che il 74% delle vittime non ha il coraggio di parlare con la famiglia o con gli insegnanti.
Soltanto diffondendo una cultura dell’importanza della propria ed altrui reputazione online ed una cultura del dato personale sul web si combatte il cyberbullismo. Tutto parte dal concetto di rispetto dell’altra e dell’altro, chiunque esso sia, che è imprescindibile. Gli studenti di ogni età devono essere sensibilizzati ad un uso responsabile della rete e resi capaci di gestire le relazioni digitali in un campo libero e non protetto. Esiste una legge in materia, purtroppo poco conosciuta, ma che comunque è un punto di partenza importante. In caso di crisi non si deve lasciare perdere sperando che le cose si risolvano. É necessario intervenire con tutti gli strumenti a disposizione, legali e non, perché i ragazzi possano muoversi e confrontarsi in un web sano e sicuro. Le azioni aggressive in rete sono reali e non virtuali, così come lo sono le conseguenze prodotte sulle persone. È necessario quindi considerare sia problematiche di sicurezza, come il furto dei dati e le molestie via web, sia quelle di salute, come le tecno-dipendenze.
Prevenzione è anche e soprattutto educazione. Affrontare la problematica del cyberbullismo ed in particolar modo dell’orientamento dei giovani di fronte a nuovi canali comunicativi, come quelli informatici, sta a significare l’adozione di azioni educative volte ad arginare le problematiche connesse al web. È pertanto importante affrontare le tematiche sotto il profilo legale e giuridico ma è prioritario considerare gli aspetti più propriamente pedagogici e sociali.

Controllo minori vittime di bullismo e cyberbullismo

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