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Salvo Bella e “La fine dei giochi” su ildelitto.it

“Sarah Scazzi morì per un gioco erotico”: il giallo di Avetrana nella tesi dell’investigatore Aldo Tarricone.

Scritto da Salvo Bella. Leggi qui l’articolo originale.

la fine dei giochi

Un’indagine dell’investigatore Aldo Tarricone inquadra in una prospettiva nuova l’oscura morte di Sarah Scazzi ad Avetrana, per la quale sono in carcere, condannate all’ergastolo, la cugina Sabrina e la zia Cosima Misseri. L’analisi, accuratissima, è stata raccolta dallo stesso Tarricone nel libro “La fine dei giochi – Ipotesi di un delitto” e porta alla tesi della morte avvenuta accidentalmente in un gioco erotico.

Sarah Scazzi, come si ricorderà, sparì nel primo pomeriggio del 26 agosto 2010 mentre dalla propria abitazione si recava a piedi in casa della cugina, con la quale avrebbe dovuto recarsi al mare. Il 6 ottobre successivo lo zio Michele Misseri confessò ai carabinieri di averla uccisa proprio nel giorno della sparizione e ne fece ritrovare il cadavere, che aveva occultato in un campo. Le indagini fecero registrare vari colpi di scena, con ritrattazioni da parte dell’imputato, che in un secondo momento accusò del delitto la figlia Sabrina, per poi cambiare ulteriormente versioni. In quel bailamme confuso, l’uomo finì scarcerato, per rispondere solo dell’occultamento del cadavere, ma finirono in carcere, e ci sono tuttora, Sabrina e la madre, che si dichiarano innocenti. In primo e in secondo grado, è piovuta su di loro la condanna all’ergastolo, ma la sentenza della Corte d’Assise d’appello di Taranto è stata impugnata con ricorso per Cassazione poiché le motivazioni sono state depositate a termine di legge da tempo scaduto.

cosima serrano sabrina misseri

Secondo i giudici, Sabrina Misseri, aiutata attivamente dalla madre, avrebbe ucciso per gelosia, per le attenzioni che la cuginetta rivolgeva a Ivano Russo, un cuoco del paese del quale lei era innamorata.

Che c’è di nuovo, rispetto a queste conclusioni giudiziarie, nel libro di Aldo Tarricone? L’investigatore non ripercorre i fatti affrontandone una ricostruzione attraverso pedinamenti o raccolta di testimonianze, ma scorrendo gli atti processuali. Come in un film, e con i criteri  dei classici detective della letteratura, mette sotto una lente di ingrandimento intercettazioni, celle telefoniche, orari delle telefonate, messaggi, perizia medico legale, accuse di Michele Misseri contro la figlia Sabrina. Numerosi tasselli risultano curiosamente  trascurati nel corso delle indagini che furono all’epoca svolte, senza riuscire per di più a fare chiarezza sull’arma con la quale sarebbe stato commesso il delitto: forse una cintura di borsa, forse un cavo elettrico, forse non si sa che cosa.

I nodi sono un’arte di camionisti e pescatori, ma spesso entrano anche nei fatti delittuosi perché trovano impiego nei cosiddetti “incaprettamenti” di mafia e in pratiche sessuali estreme, giochi dalle conclusioni tragiche. Eccoci dunque alla “Fine dei giochi” di Tarricone, il quale, analizzati e messi assieme i tasselli, prospetta proprio la tesi dei nodi e in particolar modo del “bondage sadomaso”, un gioco erotico finito male.

aldo tarricone

Il libro non è una fatua narrazione e tantomeno una montagna di congetture, ma il prospetto chiaro e preciso di documenti, riportati nella loro forma originale, senza alcuna manipolazione di comodo per poter giungere a un risultato precostituito. Non si può, pertanto, raccontare, ma va letto e a sua volta analizzato; e intanto trascina assai più di un giallo.

Aldo Tarricone non è l’ultimo arrivato, anzi: da ufficiale dei carabinieri si è occupato di antiterrorismo e dal 1978 è uno dei più noti investigatori, apprezzato in Italia e all’estero; dal 2015ricopre la carica di vice presidente vicario del Cesis, Centro Studi Indagini Scientifiche, con la funzione di presidente del dipartimento Investigativo.

Sarah Scazzi, dunque, non fu uccisa, ma vittima di un gioco sessuale estremo? Si vedrà in avanti, poiché non siamo ancora alla fine dei giochi.

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