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Le 10 domande che si fanno più spesso agli investigatori privati.

Oggi l’investigatore privato è un professionista ben diverso dall’immaginario collettivo basatosi sulle stranezze di Sherlock Holmes e le avventure di 007.
Per diventare investigatore privato oggi è necessario possedere requisiti tecnici, morali e culturali di un certo tipo, ed aver maturato esperienza presso altri investigatori autorizzati. Con il decreto ministeriale 269/2010 dell’11 maggio 2015, il settore delle investigazioni private ha fatto un salto in avanti, confermando sempre di più la sua assoluta importanza.
L’investigatore ha da tempo abbandonato impermeabile e binocolo per dare spazio alle tecnologie, alle investigazioni forensi, al deep web, alla criminologia, all’informatica e a molto altro ancora.

Quello delle investigazioni rimane comunque un mondo molto affascinante e misterioso.

Quali sono le domande che i clienti (o i curiosi) fanno più spesso agli investigatori privati?

1. Si possono fare foto e riprese video in ambienti privati?

No, è possibile effettuare riprese e scatti fotografici solo in luoghi pubblici. Il materiale video o fotografico può essere impiegato come prova da presentare in sede giudiziale, qualora se ne faccia richiesta.

2. Posso far sorvegliare a distanza il mio partner per provare la sua infedeltà?

Certo, la nostra agenzia è autorizzata da licenza prefettizia che ci permette di effettuare le indagini atte a provare i sospetti di infedeltà, senza violare in alcun modo la privacy.
Infatti il Codice in materia di protezione dei dati personali prevede la gestione ed il trattamento dei dati personali senza consenso quando “è necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria”.

3. Posso chiedere ad un’agenzia di avviare un’indagine restando anonimo?

No. Al momento del conferimento dell’incarico il mandante deve esibire un documento d’identità valido fornito di fotografia e proveniente dall’amministrazione dello Stato.
Il dati del mandante e l’oggetto dell’indagine devono essere registrati nel registro degli affari, tenuto sotto chiave da parte del titolare di licenza e mostrato esclusivamente agli organi di Polizia autorizzati. È ovviamente garantita la completa riservatezza.

4. Posso chiedere ad un’agenzia di indagare su un dipendente o su un socio?

Assolutamente sì, se le indagini sono attinenti all’attività lavorativa in comune. Sono indagini tra le più richieste, sia per poter produrre materiale da utilizzare in sede di giudizio, sia per la loro complessità ed importanza.

5. Quali caratteristiche deve avere chi svolge un lavoro investigativo?

Il lavoro dell’investigatore è molto complesso e faticoso. Capita di fare appostamenti di parecchie ore fermi in macchina, ad esempio. In ogni caso è necessario avere capacità di adattamento per le situazioni critiche, molta attenzione e pazienza. È un lavoro fatto di strategie, di accorgimenti e di tecniche affinate sul campo, che dà molte soddisfazioni personali.

6. L’investigatore privato è d’aiuto ad un avvocato penalista?

Quella dell’investigatore privato, autorizzato e regolarmente nominato dal difensore, è la figura professionale più idonea per costruire un impianto probatorio difficilmente attaccabile dalla controparte o così solido da provare l’estraneità dell’assistito rispetto ai fatti a lui contestati.
Allo stesso tempo, la figura del legale è fondamentale per l’investigatore privato. È necessario conoscere molte leggi, studiarle, impararle con la pratica e aggiornarsi costantemente.

7. Ma è davvero come nei film?

Sì, in parte, soprattutto nei casi di pedinamenti, inseguimenti, appostamenti e analisi dei dati, solo che nei film tutto viene spettacolarizzato. L’adrenalina spesso è la stessa, sia nelle indagini private che in quelle aziendali.
Succede, ad esempio, che le aziende ci chiamino perché hanno subito furti di materiale oppure per sottrazioni di proprietà intellettuale, ed in casi come questi è necessario lavorare in team con esperti in più settori: avvocati, ingegneri informatici, etc.

8. Cosa fai quando devi aspettare per ore in macchina e non succede niente?

Non esiste una situazione standard. Seguire lo sviluppo di un tradimento può risultare noioso, perché spesso si tratta di aspettare in macchina fuori da un appartamento, stando lì ore ed ore nell’attesa che qualcuno esca di casa. L’importante è però non distrarsi mai. Non distogliere mai lo sguardo dall’obiettivo.

9. Se durante le indagini da me avviate vedete il/la mio/a compagno/a in albergo con un’altra/o, mi avvisate subito?

No, assolutamente. È necessario evitare reazioni imprevedibili, dettate dalla rabbia e dal senso di rivalsa. Proprio in virtù del fatto che i dati raccolti possono essere usati in sede processuale, non possono essere falsati in alcun modo da avvenimenti drastici che interrompano il percorso investigativo.

10. Sospetto un tradimento da parte del mio partner o da parte del mio collaboratore. Dopo quanto tempo è bene rivolgersi ad un investigatore?

La risposta è: subito. Più passa il tempo e più si affievolisce la possibilità di cogliere elementi eclatanti. Le tecniche di chi tradisce, infatti, si affinano man mano, raggirando i sospetti. Inoltre il senso di frustrazione e di ansia, di chi viene tradito, aumenta, rendendo meno razionale la versione dei fatti forniti all’investigatore. Ovviamente più passa il tempo e più la situazione diventa confusa.

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