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Droga e minori: cosa e come combattere.

La chiamano Generazione 2000, o Generazione X, o Millennials, anche su questo c’è molta confusione. Sicuramente stiamo parlando di ragazzi minorenni, che non ricordano cosa era la vita senza i social, senza la tecnologia, senza internet, senza lo smartphone.

Non sono poi così diversi dai minori, dai giovanissimi, di ogni epoca: hanno la stessa voglia di evadere, di ribellarsi, di fare festa. Hanno la stessa incoscienza.
A volte questa voglia di vivere ad alta velocità porta, però, a conseguenze terribili.

Ci si aspettava una maggiore consapevolezza, ora che si è amplificata la possibilità di informarsi, di attingere nozioni da ogni angolo del mondo.

Ma gli errori si ripetono sempre, e così il collegamento minori-droga resta ancora una delle cose più difficili da combattere, nella nostra società.

Il rapporto con le droghe, la loro assunzione, le varie tipologie in “commercio”, si sono modernizzati.

In questi ultimi anni abbiamo sentito nomi e mode nuovi, molto spesso abbiamo sotto gli occhi, dando un’occhiata sui social o camminando per le strade, testimonianza di ciò che quotidianamente succede.

Si è parlato di chemsex, la moda, così in voga in Gran Bretagna, di assumere mefedrone, ghb, gbl e cristalli di metanfetamina, per poter fare sesso per ore, o addirittura giorni, con più partner.

Sigle, nomi, che neanche conoscevamo: “droghe tradizionali e farmaci più comuni, a cui devono essere aggiunte decine di composti che ogni anno entrano silenziosamente sul mercato, detti “nsp” (“nuove sostanze psicoattive”), composti talvolta nemmeno inclusi nelle tabelle ufficiali del ministero della Salute.

Hashish e marijuana, droghe leggere, sono in ogni caso quelle più diffuse, ma si inizia a fumare sempre prima e la potenza del thc (principio attivo della cannabis), è aumentato di oltre il 50 per cento fra il 2006 e il 2014.” leggiamo su un articolo de L’Espresso.

E ancora: il consumo di droga prima di entrare a scuola, che è costato un malore in classe ad una studentessa di Reggio Emilia, qualche tempo fa, o le sigarette elettroniche all’hashish e alla marijuana smerciate da alcuni studenti torinesi.

Un’altra moda è quella del Chasing the dragon, ossia fumare l’eroina. Come? “L’eroina viene sistemata su un foglio di alluminio e viene scaldata utilizzando la fiamma di un accendino. La stagnola viene continuamente inclinata e agitata in modo che l’eroina liquefatta non si accumuli e non si trasformi in una massa compatta. Il liquido emette un filo di fumo che viene inalato lentamente utilizzando una cannuccia o un foglio di carta arrotolato. Il movimento continuo della stagnola provoca di per sé il movimento del punto di fumo che va seguito e provoca delle onde che somigliano molto a un drago.” come spiega dettagliatamente Parmatoday.

Sui social impazzano foto che ritraggono ragazzini che sperimentano nuovi modi per “sballarsi”: “maschere antigas da collegare ai bong (grosse pipe ad acqua) per avere dal fumo una «botta» più potente. Si comprano in Rete con 30 euro. Consigli abbinati: «Sotto, indossate occhialetti da piscina, altrimenti poi vi esplodono gli occhi». E ancora: sciroppi per la tosse che contengono codeina mescolati a Sprite e Fanta, o fatti colare sul gelato. E le «tradizionali» canne. Entra tutto nel flusso. In Rete. Per raccogliere like e visualizzazioni.” come riporta milano.corriere.it.

Spiega Riccardo Gatti, responsabile del dipartimento Dipendenze dell’Ats (l’ex Asl): «La droga per i ragazzini dev’essere “glamour”: va di moda quella che si spettacolarizza di più».

C’è purtroppo tanto, troppo da raccontare, da scoprire.

Ecco perché in una rete così intricata di pericoli, entra in gioco la professionalità della nostra agenzia. Per prevenire tutto questo, per sostenere e aiutare le famiglie a liberare da questo inferno i ragazzi, perché possano distinguersi ed emergere per le loro qualità e per valori più sani e profondi di quelli di una stupida corsa alla distruzione.

Difesa minori anti-droga

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